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Snapmaker Original – La recensione

Dal crowdfunding alla produzione di massa

Non sono sempre stato un fan delle modulari 3 in 1 ma devo essere sincero, fin dalla prima apparizione su Kickstarter nel 2017 questa Snapmaker Original mi ha davvero incuriosito. La campagna di crowdfunding si è da subito dimostrata un successo portando a casa più di 5000 backer e 2 milioni di dollari (USD), non male veramente. Ma c’è da dire che la nuova versione (la 2.0 che tornerà in stock per settembre 2020) ha totalizzato quasi 8 milioni di dollari nell’ultima campagna presentata e chiusa a metà 2019. Perchè tutto questo successo ? 

  • E’ fatta davvero bene
  • Si monta in meno di 30 minuti (solo 16 viti…)
  • Funziona da subito (e bene…)
  • Quasi tutta in metallo

Per non fuorviare il lettore anticipo da subito che purtroppo in molti hanno confuso la natura di questa macchina. NON è una fresatrice CNC bensì è ottima per Engraving/incisione oppure fresate su bassi spessori e materiali morbidi, il Laser (nella versione standard) NON taglia ma incide solamente. Se notate anche la confezione è indicato chiaramente CNC and LASER engraver. Sul modulo stampa 3D nulla da dire, classico e ben funzionante.

Fatta questa doverosa premessa ho ancora la tua attenzione ? Sei curioso di sapere come è fatta nel dettaglio ? Raramente mi è capitato di passare così tanto tempo dietro ad un prodotto da recensire, seguimi qui sotto e capirai il perchè abbiamo deciso come Help3D di prendere in carico la rivendita ufficiale della Snapmaker su suolo Italiano. Si hai capito bene !

Come è fatta ?

Snapmaker si basa su un concetto molto semplice, la modularità. E’ impressionante il modo in cui hanno ingegnerizzato il prodotto riducendo all’osso il numero di componenti utilizzati e la necessità di utilizzare viti diverse, cablaggi complessi, ecc ecc. Inoltre è fatta quasi tutta in metallo (estruso o ricavato dal pieno) e si avverte dal peso della macchina una volta montata.

Basti pensare che per montarla e poi successivamente smontarla e riconfigurarla basta una semplice chiave a brugola. Infatti il kit di attrezzi contenuto all’interno della confezione è più che sufficiente e non necessita di chiavi o strumenti accessori. L’unico che consiglio “extra” per un corretto e pignolo montaggio è l’utilizzo di una piccola squadretta (come è visibile nel video). 

Packaging e istruzioni

Già solo aprendo la scatola ci si accorge che non siamo di fronte ad un giocattolo, packaging così ben curati, ordinati e funzionali mi è capitato di vederli raramente, specie in questa fascia di prezzo considerata “bassa”. Ogni pezzo è ben inserito all’interno della gommapiuma (a prova di corriere sbadato…) e molte volte all’interno di una scatolina che ci aiuta ad identificarne il contenuto al volo. Le istruzioni di montaggio sono semplici, chiare e non lasciano spazio a dubbi: guidano passo passo l’utente a montare le 16 (si solo 16…) viti necessarie per assemblare il marchingegno infernale. In un week end la avrò montata e smontata una decina di volte, alcune volte anche con mio figlio in braccio, non mi sembrava vero che potesse essere così semplice ! 

I moduli lineari

Normalmente siamo abituati a vedere le comuni stampanti 3D muoversi su cuscinetti a manicotto, barre lineari oppure ruote in teflon su guide stile openbuild, il tutto tirato da delle cinghie montate su pulegge e motori Nema 17. Sulla Snapmaker è tutto più semplice, ogni modulo lineare corrisponde ad un asse (X, Y o Z) ed è composto da:

  • Corpo in alluminio estruso
  • Due tappi ricavati dal pieno
  • Vite trapezia con chiocciola in POM e relativo antibacklash realizzato con molla in contro spinta
  • Motore Nema 17 integrato in uno dei due tappi
  • Fine corsa (a due cavi)
  • Guida composta da 4 ruote in POM che scorrono all’interno del profilato montate su cuscinetti

Il cablaggio è tutto racchiuso in un cavo solo con terminale RJ e non è possibile collegarlo in maniera errata al modulo di comando. La Snapmaker Original nasce come meccanica di tipo cantilever ( a braccio sospeso per intenderci) ma può essere riconfigurata per utilizzare moduli lineari più lunghi oppure affiancando un secondo sulla Z per (due torri). Tutto è modulare e configurabile a piacere. Una volta montati i moduli sulla base e fissati tra di loro (Y e Z) risultano essere belli solidi , persino l’accoppiamento più critico ovvero quello del braccio sospeso. Risulta esserci un minimo di gioco dovuto principalmente alla flessibilità delle ruote in POM ma visto l’utilizzo del dispositivo direi che è un difetto del tutto trascurabile. Nella versione 2.0 infatti hanno mantenuto sempre la compattezza dei moduli lineari ma al posto delle guide in POM hanno messo direttamente dei cuscinetti in acciaio che scorrono contro delle barre all’interno del profilato. Non essendo una fresatrice vera e propria e lavorando a velocità basse e affondi inferiori agli 0.5 mm con una fresa da 1.5 mm, i moduli non fletteranno ma potrebbero risentire di un po’ di vibrazioni aumentando il feedrate oltre ai valori consigliati dal produttore. Per la stampa 3D e il laser engraving questo problema non si avverte minimamente.

Elettronica e cablaggi

Anche sull’elettronica hanno puntato tutto sulla semplicità e pulizia. Il cervello della macchina è una schedina proprietaria molto compatta e dotata di vari ingressi RJ ai quali si potranno connettere i vari moduli (assi e teste di lavorazione) e sensori. I driver dei motori non sono estraibili ma integrati nella scheda madre (non sono TMC). E’ dotata di collegamento USB diretto con il PC/MAC oppure i files potranno essere caricati tramite una chiavetta USB inclusa all’interno della confezione (cromata, bellissima…).

Possiede un piccolo LCD estraibile di tipo Touch grazie al quale si potranno eseguire le operazioni base per controllare la macchina: 

  • Impostare l’origine degli assi
  • Regolare il livellamento del piano (modulo 3D)
  • Regolare la messa fuoco del laser (modulo laser)
  • Caricare filamenti (modulo 3D)
  • Caricare i files presenti sulla chiavetta USB
  • Avviare,fermare o cancellare la lavorazione in corso

Stop, pochissime funzioni ! L’unica forse che mi sarebbe piaciuta vedere attivata è quella relativa alla modifica delle temperature di stampa 3D una volta lanciato il file. E’ possibile comunque modificarle da PC se si è collegati con il loro software.  

Montaggio

Il montaggio è talmente semplice che può essere eseguito anche da un bambino (sotto la supervisione di un adulto) viste la ridotte quantità di materiale da assemblare/cercare nella confezione. Come detto in precedenza le istruzioni sono veramente chiare e ben fatte, inoltre sono presenti anche dei video nel sito ufficiale Snapmaker che spiegano passo passo i vari passaggi da seguire.

La versione Original con meccanica di tipo Cantilever si monta partendo dalla base (bella rigida e pesante) sulla quale vanno avvitati i piedini di gomma, il supporto magnetico dell’LCD e i due moduli lineari della Z e della Y. Si prosegue poi agganciando il piano di lavoro scelto (dipende dal modulo installato) e poi l’asse X alla torre Z. Per questi passaggi consiglio sempre di prendere come riferimento la base e fissare le viti aiutandosi con una squadretta per garantire la perfetta perpendicolarità degli assi.

Le viti trapezie arrivano già lubrificate e non c’è bisogno di alcun tipo di manutenzione. La community si era inizialmente lamentata del fatto che alcuni moduli lineari sono arrivati con le chiocciole in Z leggermente allentate. Dalle ultime versioni uscite il controllo qualità ha alzato il tiro e questi inconvenienti non dovrebbero più capitare.

Una volta completato l’assemblaggio ci si ritrova un piccolo gioiellino, super compatto e bello pesante. La sensazione di prodotto “fatto bene” inizia ad avvertirsi ancor di più… Personalmente la trovo molto bella da vedere e decisamente maneggevole da trasportare: è la macchina perfetta per un professore che deve insegnare in diverse classi e deve portarla da una parte all’altra della scuola. Anticipo quindi che è un’ottima macchina per il mondo “Educational” e non a caso Snapmaker ha previsto anche dei Bundle per le scuole (li trovate all’interno del nostro shop online).

I moduli della Snapmaker

Andiamo dritti al sodo ed iniziamo a parlare delle 3 modalità di utilizzo della macchina: Stampante 3D, CNC Engraver e Laser Engraver. Ogni modulo si attacca/stacca con sole 4 viti e la connessione alla scheda madre è garantita dal solito connettore RJ in testa.

Stampante 3D

Partiamo dal modulo più classico e sicuramente quello maggiormente utilizzato da voi Makers. Al suo interno troviamo un estrusore di tipo direct drive con un pulsante esterno che va premuto per caricare il filamento all’interno. Il nozzle (da 0.4 mm) è di tipo Mk8 e la filettatura accetta nozzle del tipo E3D senza problemi, la throat/gola ha al suo interno un piccolo tubicino in teflon che lo rende perfetto per una stampa di materiali come PLA e PETG. Avendo un caricamento di tipo diretto si presta bene anche alla stampa di filamenti flessibili, ma attenzione a non esagerare con Shore molto bassi in quanto il precarico della molla spingifilo non è regolabile. La barriera termica è ben fatta e il corpo dell’hotend si raffredda grazie ad un dissipatore alettato (vedere video per i dettagli) e una ventola, mentre lo sgancio della gola per la manutenzione avviene tramite una semplice brugola. La casa dichiara di poter raggiungere temperature di estrusione fino a 250° ma per come è costruito probabilmente si potrebbe osare un po’ di più.

 

La ventola che soffia sul pezzo è invece in posizione parzialmente errata. Purtroppo il flusso d’aria investe solo in parte il pezzo e su oggetti molto piccoli o overhangs accentuati non supportati, potrebbero alzarsi leggermente le estremità. Personalmente ho risolto quasi al 100% questo problema semplicemente stampando ed installando questo semplicissimo deviatore di flusso : oltre a garantire un flusso d’aria uniforme sul pezzo ci permette anche di deviare il flusso d’aria fuori dal pezzo quando si deve stampare ABS o PETG. La ventola infatti è sempre accesa e non può essere regolata tramite i classici comandi M106 e M107. Problema di poco conto perchè comunque il target di clientela che acquista una stampante simile punterà principalmente a stampare PLA che richiede un flusso d’aria sempre presente.

 

Il piano di stampa integra al suo interno il riscaldamento (fino a 100°) e il connettore RJ per collegarlo alla scheda madre. Come superficie di stampa abbiamo una specie di Buildtak ribrandizzato Snapmaker e dentro alla scatola ne è presente uno di scorta. Se non ci si trova bene con questo substrato si può tranquillamente passare ad un piccolo piano di vetro e fissarlo con le mollette. Ad ogni modo ricordo che per PLA, PETG e ABS va più bene, anzi alle volte si fa pure fatica a staccare i pezzi (a patto di aver regolato bene lo Z Offset).

 

Nonostante le ridotte dimensioni di stampa (125X125X125 mm) quando è collegato il modulo di stampa 3D e relativo piano di stampa riscaldato, si può accedere al livellamento semi automatico del piano. In pratica è stato attivato il “manual mesh bed level” che permette attraverso una semplicissima calibrazione manuale di 4 punti , di avere il piano sempre ben livellato durante la stampa. E’ un po’ come avere il BLtouch ma in realtà il sensore siamo noi, al termine di questa procedura non solo livelliamo il piano ma abbiamo anche regolato lo Zoffset del primo strato: all’interno della confezione è presente un piccolo foglietto di carta che vi aiuterà a regolare la frizione tra piano e ugello. L’area del piano è sfruttabile tranquillamente fino all’ultimo mm.

 

Non sono presenti molle sotto al piano, è bello rigido e da una stampa all’altra( anche togliendo e rimettendo il piano) non c’è stato bisogno di ricalibrare il tutto; rimuovendo il modulo di stampa con l’estrusore e tutto, in un paio di occasioni, ho dovuto regolare nuovamente l’offset in Z.

 

Per la parte software ci si può appoggiare al programma ufficiale “SnapmakerJS” (gratuito) il quale contiene la parte CAM del Laser, lo Slicer per la 3D (basato su CURA) e la gestione dei Gcode per la parte CNC. I profili integrati nel software non sono male ma per i più smaliziati è possibile utilizzare qualsiasi software di slicing, tenendo comunque presente che monta come firmware una base Marlin. Io ad esempio sto già stampando con Prusa Slicer e i profili di stampa li trovi su questo articolo.

Stampa davvero bene, vibrazioni praticamente assenti e velocità di crociera sui 60 mm/s; attualmente la stampa più lunga che ho fatto è stata di circa 16 ore e non ha avuto nessun tipo di problema. Piccola nota: non è propriamente silenziosa, le ventole si fanno sentire e i motori non sono silenziati da driver tipo TMC. Il modulo 3D è approvato quasi a pieni voti e sicuramente vi aiuterà a produrre manufatti di qualità comparabile (se non superiore) alle classiche Ender o similari.

CNC Engraver

Come detto ad inizio recensione non possiamo definire la Snapmaker una vera e propria fresatrice CNC. Parliamo piuttosto di una ottima macchina per incidere/intagliare/tagliare materiali morbidi attraverso piccole frese o bulini. La scocca del modulo è sempre la stessa, 4 viti per agganciarlo ma all’interno troviamo il motore che permette al mandrino di rotare. Si tratta di un semplice motore a spazzole che gira ad una velocità (non variabile) di circa 19.000 RPM raffreddato da una piccola ventola laterale. La pinza per l’inserimento delle frese non è intercambiabile e si possono quindi montare solamente frese con codolo da 3.175 mm, dimensione molto comune per bulini da incisione o set economici che si trovano comodamente su Amazon

L’area massima lavorabile è di 90X90X50 mm più che sufficiente per piccole incisioni su legno o PMMA. Ottima anche per l’incisione di piccoli PCB (circuiti stampati) grazie all’utilizzo del bulino a 30° incluso nella confezione. Se non si ha estrema fretta è possibile anche effettuare lavorazioni di :

  • Pocket – Tasche
  • Taglio passante con tabs
  • Lavorazioni 3D con fresa tonda

Nel video realizzato ho infatti tagliato e scavato, senza grossi problemi, dei piccoli pannelli di multistrato da 2 mm. Nel primo esperimento mi ero addirittura dimenticato di impostare una profondità di passata idonea e nonostante tutto (e qualche vibrazione) è riuscita a portare a termine il lavoro. E’ buona regola infatti utilizzare profondità di passata relazionate al diametro della fresa che si sta utilizzando, il numero di taglienti, al tipo di meccanica utilizzata e al materiale: la fresa piana inclusa (in HSS) nella confezione è da 1.5 mm e per il primo esperimento ho addirittura utilizzato una passata da 1 mm quando normalmente si dovrebbe utilizzare il 50% del diametro della fresa. Ho trovato poi un compromesso ottimale con affondi da circa 0.5 mm e velocità quasi doppie rispetto a quelle impostate con la passata da 1 mm. 

Sicuramente è da scartare qualsiasi tipo di lavorazione su materiale ferroso, anche utilizzando le frese migliori del mondo. Ricordo che la struttura di tipo cantilever non è il massimo quando si deve lavorare con una testa di fresatura che “sforza” sul pezzo, il discorso sarebbe diverso utilizzando magari una doppia Z in configurazione a ponte. E’ possibile invece fresare e incidere piccoli fogli di carbonio utilizzando passate da 0.3 mm e una fresa diamantata (quella in HSS si consuma subito) ma fate molta attenzione alle polveri che si generano.

Lo staffaggio del pezzo al piano è molto comodo grazie al piano forato (e filettato) in diversi punti che permette di fissare agevolmente le barrette fornite in dotazione. Consiglio di stampare delle piccole paratie per contenere la dispersione delle polveri durante la fresatura, se fate caso il modulo lineare sotto è parzialmente aperto e parte dei detriti potrebbero finire all’interno (problema che hanno risolto sulla 2.0).

La parte CAM di gestione fresatura inclusa nel software è molto “basic” e permette funzioni limitatissime (qualche incisione o bassorilievo). Fortunatamente ci viene in aiuto il versatilissimo Autodesk Fusion 360 e il suo favoloso CAM per la CNC. Snapmaker ha realizzato infatti un postprocessor compatibile con Fusion 360 e che ci permetterà di creare file leggibili direttamente da chiavetta USB o tramite l’interfaccia di controllo di Snapmaker JS. In sostanza, se collegata al PC, potremo controllarla un po’ come si fa con il software Mach3 utilizzato per le CNC classiche. Avremo poche funzioni a disposizione ma saranno quelle fondamentali:

  • Movimentazione degli assi
  • Visualizzazione delle coordinate relative o assolute
  • Calcolo del tempo residuo di lavorazione
  • Modifica del feedrate
  • Azzeramento delle coordinate di lavoro

L’azzeramento in Z sul pezzo  si va “vecchia maniera” con il foglietto di carta oppure si può utilizzare un metodo molto semplice tramite una basetta di rame, una deviazione all’endstop in Z ed un piccolo script da eseguire tramite gcode. Questa guida la pubblicherò non appena pronta.

E’ un macchina perfetta per iniziare ad introdurre l’argomento relativo alla fresatura/incisione CNC, lo staffaggio dei pezzi, le velocità di lavorazione, le riprese dei pezzi, lo staffaggio con dime, l’impostazione delle origini di lavorazione (zero macchina e zero pezzo). Unico neo è la velocità fissa del mandrino che in alcuni casi è da ridurre/adattare in base al numero di taglienti della fresa utilizzata. Ormai con Fusion 360 è possibile simulare in anteprima qualsiasi tipo di lavorazione, ma l’emozione che si prova nel vedere i primi trucioli o veder saltare via inesorabilmente un pezzo staffato male è indescrivibile. Senza contare il fatto che si inizia ad imparare anche a capire quando è la fresa che sta vibrando, il pezzo, la struttura… o tutte e tre assieme. Risonanze, odori, polveri, tutte cose che vi porterete dietro sicuramente con macchine più grandi e complesse (indossa sempre gli occhiali contenuti nella confezione).

Considerato il tipo di macchina direi che più di tanto non gli si può chiedere, nella versione 2.0 hanno cambiato il motore in favore di uno a RPM variabili e con pinze elastiche di tipo ER11 che permettono l’utilizzo di frese con codoli molto più grandi e diametri di fresatura più importanti. Ma anche qui non ha senso se non si compra almeno la versione A250 che ha la doppia torre in Z e fornisce maggiore rigidità rispetto ad una meccanica di tipo cantilever a braccio sospeso.

LASER Engraver

Il modulo laser è quello più semplice a livello di costruzione (laserino + ventola di raffreddamento) e di utilizzo. Soddisfazioni immediate e risultato di sicuro impatto ! Nel mio passato ho avuto modo di utilizzare diversi laser di tipo CO2 con potenze oltre i 150W ed aree di lavoro generose e devo dire che i risultati di questo laserino sono del tutto paragonabili. Sulla Snapmaker original abbiamo a disposizione tutto il piano di lavoro da 125X125 mm che è lo stesso utilizzato dal modulo CNC, mentre la potenza disponibile (e modulabile) è di 260 mW. Ti starai chiedendo “Così poco ??”, si certo te lo avevo detto all’inizio non è un taglio laser ma è una potenza più che sufficiente per incidere legno, PMMA, sughero, pelle, la pizza ecc ecc. Le sorgenti a LED in genere vengono utilizzate per incisioni e bisogna salire di potenza per poter tagliare qualcosa, magari utilizzando il modulo aggiuntivo da 1.6 W che permette di tagliare fino a 3 mm di spessore e lavorare con maggiori velocità di incisione.

La struttura cantilever a sbalzo in questo caso è ottima in quanto non abbiamo sforzi particolari in gioco, il pezzo da incidere non viene toccato e il modulo da installare è leggerissimo. Per chi non avesse mai affrontato una incisione in vita sua, i passaggi da seguire sono veramente semplici:

  • Fissare il pezzo al piano di lavoro
  • Regolare la messa a fuoco del laser alzando o abbassando la Z fino ad ottenere un puntino molto sottile
  • Impostare l’origine di lavoro
  • Preparare il gcode su Snapmaker JS e regolare la potenza di incisione

La parte Software del modulo Laser è molto essenziale e non permette la gestione di vettori con tracce separate. Riesce comunque ad importare SVG, PNG, JPG ma per lavorare su diversi layer e intensità di laser bisogna ingegnarsi un attimo. Ma per semplici incisioni al volo o conversioni in tracciati di immagini JPG è davvero fantastico. Si può decidere di scrivere un testo ed inciderlo oppure di realizzare un’immagine in scala di grigi o bianco e nero. L’algoritmo di conversione delle immagini è fatto molto bene e permette di scegliere tra numerose opzioni per poter ottenere il risultato voluto. Quanto alle incisioni semplici si potrà gestire :

  • Il numero di passate da fare (anche ad altezze diverse)
  • La potenza del laser
  • La velocità di incisione

Preparati a creare un bel file excel o una bella pagina sul tuo blocco notes perchè ti accorgerai subito che è bene ricordarsi sempre le potenze del laser utilizzato e le velocità, perchè cambiano drasticamente il risultato sul pezzo. Andando più lenti il laser “brucerà di più” e la scritta o incisione potrebbero venire meno nitide, viceversa andando troppo veloci si potrebbero vedere a malapena. Ogni materiale poi reagisce in maniera differente in particolar modo il legno che cambia da pezzo a pezzo (in presenza di nodi o venature). Con questa potenza è possibile inoltre incidere dei loghi o scritte anche su materiale metallico a patto che sia stato verniciato o anodizzato (in sostanza si toglie lo strato di colore).

Modulo laser approvato al 100%, davvero divertente e semplice da utilizzare. Tieni però presente che produce fumi in fase di lavorazione (specie con il legno) quindi tieni sempre aperta una finestra vicino e ricorda di indossare sempre gli occhiali appositi forniti nella confezione. Non guardare il fascio laser direttamente perchè basta una piccola rifrazione sbagliata per far finire il fascio luminoso direttamente dentro agli occhi.

Conclusioni e verdetto finale

Come avrai potuto capire dalla recensione il parere non può essere che positivo. La macchina mi ha davvero entusiasmato e divertito, mi sono messo nei panni di un totale principiante e mi son detto “è la macchina perfetta per imparare/iniziare” . Poi dopo possiamo dire che è troppo piccola, ma la fresa non fresa, il laser non lasera ecc ecc, prendiamola per quello che è ovvero una macchina introduttiva e semplicissima da utilizzare. A chi la consiglio ? Io personalmente la sto utilizzando per tutti i miei lavori di incisione laser su tokens dei giochi da tavolo, per mia sorella che fa bomboniere tutte le incisioni dei cartoncini, per un amico i sottobicchieri da grappa per la birreria ecc ecc. E poi è piccola e maneggevole da trasportare, sicuramente la porterò con me nei prossimi corsi di stampa 3D da fare fuori sede. La consiglio molto anche ai professori che desiderano intraprendere un cammino di educazione STEAM all’interno del programma scolastico. La consiglio comunque a tutti gli aspiranti maker che si stanno avvicinando a questo mondo e vogliono capire le potenzialità che può offrire. Se desideri comprarla per fresare le piastre di sterzo della tua moto forse non hai capito che tipo di macchina è ma se la vuoi prendere per divertirti ed imparare allora è la macchina perfetta.

Ma è uscita la versione 2.0 da poco...

Si certo è in fase di consegna la prima batch della versione 2.0 ma ahimè per i non backers di Kickstarter le prossime unità saranno disponibili non prima di Settembre 2020 (l’articolo lo sto scrivendo a Febbraio 2020…). Maggior robustezza, guide lineari coperte, laser più potente con autofocus e camera , mandrino CNC con pinze elastiche ER11, nuova elettronica con moniotr touch Android ecc ecc sono sicuramente degli upgrade davvero succosi. Il prezzo cambia non poco tra le due versioni e personalmente mi butterei sulla A250 o sulla A350 (prezzi ben oltre il migliaio di euro) in quanto la A150 è solo una Original rivisitata ma è inutile utilizzare un mandrino più potente in modalità CNC su una struttura del genere. Staremo a vedere non appena Snapmaker ci manderà una delle nuove versioni da testare ma per ora questa Original vale davvero i soldi che costa (circa 800€). Lo avrai già capito, la rivendita la facciamo noi di Help3D così come l’assistenza post-vendita: se abbiamo deciso di rivenderla è perchè crediamo molto in questo prodotto e lo riteniamo davvero valido !

DOVE ACQUISTARLA ?

Come ti dicevo in precedenza, Help3D ha deciso di prendere in carico la rivendita per l’Italia di questo favoloso gioiellino e dei futuri modelli. L’assistenza, la spedizione e tutta la ricambistica sarà da noi gestita direttamente. Puoi acquistarla come privato, azienda oppure con la carta del docente se sei un professore di una scuola. Hai ancora qualche dubbio ? Chiamaci allo 049/7294357 oppure passa in negozio a visionarla.

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