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Come lisciare oggetti stampati in 3D

Il mondo della Stampa 3D, come hai potuto notare, è davvero vasto. Macchine di ogni tipo, estrusori, filamenti,slicer, additivi, ugelli ecc ecc un mondo vero e proprio! Ma se ti dicessi che, una volta terminata la Stampa 3D ti si aprirà un secondo mondo completamente nuovo? Stiamo parlando della post-produzione degli oggetti, termine compatto che in realtà indica diversi processi che hanno in comune un unico obiettivo: migliorare la resa estetica delle nostre stampe.

 La stratificazione

Il primo pensiero quando hai visto il tuo primo oggetto stampato in 3D con tecnologia FDM è stato sicuramente “ehi… ma queste righine cosa sono? Come posso toglierle?” . Come avrai potuto leggere nel libro che ho scritto, tutti gli oggetti stampati in 3D sono creati strato su strato. Vien da se che una altezza di strato molto bassa permette di rendere meno visibili gli strati. Ma anche volendo, parlando di tecnologia FDM, la stratificazione sarà sempre evidente. La post-produzione ti porta quindi a migliorare a livello estetico la tua stampa semplicemente rendendo la superficie più liscia.

Come si fa ?

Come ti dicevo prima esistono veramente tanti metodi per migliorare un oggetto. In questo articolo/video analizzeremo una tecnica che presenta un rapporto costi/efficacia/semplicità/tempo idonei anche per un principiante. Ti ci vorrà un po’ di pazienza, manualità e un posto nel quale puoi fare della polvere (evita la cucina e la camera…)

La sicurezza prima di tutto

Uno degli aspetti maggiormente trascurati dai Makers… la sicurezza sulla postazione di lavoro! Prima di iniziare accertati di avere questi strumenti:

  • Guanti in nitrile – Importantissimi
  • Occhiali protettivi
  • Mascherina di protezione (meglio quelle della 3M come quella nel video)
  • Indumenti che puoi sporcare
  • Area il locale il più possibile

Piccola nota sulle mascherine: non bastano quelle semplici da chirurgo per filtrare polveri sottili e gas/solventi. Accertati di utilizzare la mascherina più idonea in base al tipo di lavorazione che stai eseguendo: nel dubbio spendi qualche euro in più e ne prendi una tipo QUESTA oppure QUESTA.

Allora come si fa ?

Fatte le doverose premesse finalmente ti dirò quali sono le tecniche che potrai utilizzare per rendere il tuo oggetto uno spettacolo:

  • Carta vetrata: il caro e vecchio olio di gomito non lo batte nessuno. Procurati della carta vetrata con grana crescente da 80 fino anche a 2000. Quella da legno/plastica andrà più che bene. Ti sconsiglio l’utilizzo di dremel o levigatrici per il PLA in quanto il calore sviluppato dall’abrasione può arrivare tranquillamente anche oltre i 50°.
  • Stucco: se vuoi il top, procurati dello stucco epossidico bi-componente. Costa qualcosina in più ma tende a non crepare. Se devi fare action figures o modellini statici, puoi utilizzare anche del comunissimo stucco per muro/stucco generico che trovi al Brico a pochissimi euro. Dato che ci sei prendi anche una spatola per stenderlo al meglio. Chi è nel mondo del modellismo saprà inoltre dell’esistenza di prodotti tipo il Putty e Milliput ma avremo modo di analizzarli in uno dei prossimi articoli. Se sei pigro (come me) puoi utilizzare anche dello stucco spray ma è molto meno efficace
  • Pazienza: purtroppo questa non la trovi su Amazon 🙂
  • Colorazione: essendo plastica (attendo al polimero utilizzato eh…), tutti i tipi di vernici spray o a pennello vanno bene. Certo evita quello a Nitro e preferisci quelli acrilici o a base acqua (meglio ancora). Buona parte del risultato dipenderà sicuramente dalla tua manualità/esperienza, ma ricorda che utilizzare prodotti di qualità ti porteranno ad un risultato migliore. Utilizza se possibile un “aggrappante” o una vernice per il fondo.
  • Incollaggio: qui molto dipende dal materiale che stai utilizzando. Il comunissimo Attak/Bostik presentano dei limiti quando si tratta di incollare PLA. Se devi unire dei pezzi di ABS basterebbe anche dell’acetone. Per il polipropilene ci vuole un collante specifico ecc ecc. Più analizziamo e più vedrai che ci sono casi particolari. Ti consiglio comunque una colla epossidica bi-componente come QUESTA che andrà bene per buona parte degli incollaggi che dovrai fare.
  • Vapori di acetone: per quanto i risultati siano ottimi, questa è una tecnica che non spiegherò in quanto la ritengo molto tossica e pericolosa.

Ogni passaggio verrà analizzato nel dettaglio nei prossimi articoli, per ogni sezione (compresa quella della pazienza), c’è molto da scrivere.

Alternative più semplici ?

Hai poco tempo? Vuoi arrivare ad un risultato più che dignitoso anche con pochissima manualità ? La risposta è 3D Finish della Resin PRO. So già a cosa stai pensando “ecco l’ennesima recensione pilotata ecc ecc”. Per nulla, come potrai notare il prodotto è presente all’interno del nostro shop e sai cosa significa ? Tutto ciò che vendo/vendiamo è materiale che prima di tutto utilizziamo nel nostro lavoro e di conseguenza riteniamo essere ottimo. Il video/articolo ti servirà inoltre per capire come utilizzarla al meglio poichè in commercio esistono già prodotti simili o magari l’hai già acquistata sul nostro Shop o su quello di Resin Pro.

Di cosa si tratta? E’ una resina epossidica bi-componente (componente A + B) simile a quella che si utilizza per impregnare il mat nella vetroresina o nella laminazione del carbonio. Prima di spiegarti come si utilizza ti elenco le caratteristiche principali:

  • Elevata viscosità, non cola/gocciola
  • E’ autolivellante ed è riempitiva “quasi” come uno stucco
  • Asciugatura rapida (3h circa a T>20°)
  • Si applica a pennello
  • Quasi del tutto inodore
  • Finitura trasparente lucida (se avete un oggetto colorato sotto, è perfetta)
  • Irrobustisce l’oggetto stampato
  • Arriva in un comodo dispenser salvagoccia

Questa resina vi permette di rendere liscia la superficie di un oggetto senza dover necessariamente carteggiare. Va benissimo su PLA, ABS, PETG, HIPS e tutti i loro derivati. Sinceramente non l’ho ancora testato sul nylon ma sarà uno dei miei prossimi obiettivi. Potrai applicare una o più mani fino a quando il risultato non ti aggrada: presta attenzione però… più mani applichi e più spesso sarà lo strato depositato. Il tutto si traduce in un maggior irrobustimento della struttura ma perderai anche i dettagli della stampa. Fai delle prove su uno scarto e dopo un paio di applicazioni capirai subito come dosarla.

  • Il “pot life” (tempo nella quale resta parzialmente liquida) della resina è breve, circa 10 minuti. Non preparare grandi quantità di resina, usane poca per volta. Come potrai notare dal video, per dare una mano al busto della donna sono sufficienti solo 3 gr di resina
  • Presta molta attenzione a non toccare la resina senza guanti. E’ irritante
  • Lascia aperta una finestra nella stanza in cui stai lavorando
  • Dosa correttamente il catalizzatore: troppo poco e la resina non “asciugherà”, troppo e la resina indurirà prima dei 10 minuti. NB: i tempi di catalisi sono fortemente influenzati dalla temperatura esterna. Più caldo fa e più veloce sarà la reazione, in caso adegua di conseguenza le dosi del catalizzatore. Il rapporto è 100:45 (A+B) , il componente A è la resina mentre il B è il catalizzatore
  • Ricorda di pulire il pennello (a punta piatta preferibilmente) con dell’acetone o diluente nitro. Usane uno molto economico, ti capiterà sicuramente di buttarlo via dopo un po’ di utilizzi

Come si utilizza

Come detto prima, la stesura della resina avviene a pennello. Io di solito seguo questa procedura:

Ricordati i guanti, mascherina e occhiali

Carteggio il pezzo con carta vetrata a grana grossa (80/100). Questa parte è facoltativa ma consente di depositare poi meno strati di resina

Lavo il pezzo per togliere la polvere residua della carteggiatura e lo asciugo

Tramite una bilancina preparo la miscela di resina + catalizzatore e mescolo bene per un paio di minuti

Con il pennello inizio a stendere uno strato uniforme di resina fino a terminare quella preparata

Attendo l’asciugatura completa dello strato e verifico dopo 3 ore che non “appiccichi” più al tatto. Nel dubbio anche 4 o 5 ore di attesa non fanno male, anzi.

  • Azione facoltativa: carteggiatura del pezzo con grana 150 fino a renderlo uniforme. Attenzione alla polverina, indossa la maschera
  • Lavo e asciugo di nuovo il pezzo
  • Preparo un altro po’ di resina, mescolo e applico sul pezzo

E si prosegue così fino al raggiungimento del risultato voluto. Potete tranquillamente togliere il passaggio della carteggiatura del pezzo e stendere una mano più spessa di resina ogni volta. Attenzione: più mani uguale più strato uguale… perdita dei dettagli !

 

Come ultimo step (sempre facoltativo) per una migliore finitura superficiale, quando l’ultimo strato di resina è bello asciutto, passa una mano di carta vetrata a grana molto fine (dalla 500 alla 2000 ad acqua) per lucidarla e renderla liscissima al tatto. Questa è una procedura che dà il meglio solo su superfici grandi e ben raggiungibili dalla carta vetrata: se stai trattando una action figure limitati semplicemente a spennellarla con più mani (attento però a non esagerare). Idem vale se poi l’oggetto dovrà essere verniciato sopra: in questo caso utilizziamo la resina come un “fondo strutturale” per poi applicare sopra diversi strati di vernice. Vanno bene sia vernici acriliche che quelle a base acqua (spray o pennello).

La resina indurita può essere maneggiata tranquillamente senza guanti, non è tossica allo stato solido. Fai molta attenzione però alle polveri quando la carteggi, quelle sì sono molto tossiche.

Attento alla stampa

Non ti aspettare miracoli. Se la stampa fa tanto schifo, la resina può aiutare a renderla più guardabile, nulla più. Cerca quindi di partire da una stampa “buona” come base di partenza

Sperimenta sempre

In questo articolo/video ho volutamente analizzato 3 oggetti con particolari e geometrie differenti tra loro. Hai visto come si comporta la resina in maniera differente ? Cerca quindi di sperimentare il più possibile e capire quando è più produttivo applicare qualche strato di questa resina stupenda.

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